Il gran segreto degli obelischi presenti in tutto il mondo che nessuno conosce

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Il gran segreto degli obelischi presenti in tutto il mondo che nessuno conosce

Perché l’obelisco? Per gli antichi egizi l’obelisco rappresentava la sacra forma del Dio Sole Re o Ra, creatore dell’umanità, fonte del calore e della luce da cui dipendevano le sorti dell’uomo. Durante la Quinta dinastia dei Re, tale figura era così popolare che fu elevata al ruolo di divinità ufficiale dello Stato. Il principale centro di culto si trovava ad Heliopolis, ove i primi re eressero primitivi monumenti dalla forma rozza e tronca, ma con quell’accenno di ‘convergenza’ piramidale che distingue gli obelischi da qualsiasi altra colonna monumentale.Per i massoni dell’800 in cerca della sacra illuminazione l’obelisco era l’unico simbolo architettonico di Osiride ancora esistente, e ciò spiega come mai nel mondo moderno siano stati innalzati obelischi nel cuore di tutte le più grandi città occidentali. Si tratterebbe anche di simboleggiare Boaz e Jakin, i due pilastri costruiti fuori dal Tempio di Salomone, secondo il mito massonico, per imitare i due obelischi posti all’ingresso dei templi egiziani’ [9]. I pilastri sono menzionati anche nel Libro dei Morti, il testo che ogni cittadino di rango, nell’antico Egitto, portava con se nella Tomba per essere sicuro di risorgere nel Regno di Osiride: ‘I due pilastri alla porta della sua casa erano Set e Horus’.

Obelisco Lateranense a Roma

La mania per gli obelischi aveva inghiottito la massoneria già all’epoca di Napoleone Bonaparte, quando nel 1798 l’imperatore salpò per l’Egitto. L’appartenenza alla massoneria di Napoleone non è stata ancora appurata; di sicuro erano massoni i suoi quattro fratelli. Napoleone inoltre si circondò di consiglieri massoni, i quali lo persuasero che in Egitto fossero custoditi i segreti originali della storia, della filosofia e (ovviamente) della Massoneria. Vi erano molti massoni tra i 150 studiosi che accompagnarono l’imperatore nel suo ingresso trionfale nella terra del Nilo, saccheggiando piramidi, templi e tombe in nome della ‘ricerca.’ In seguito intuirono che la Stele di Rosetta (riportata alla luce dai soldati francesi) potesse essere la chiave di decrittazione della lingua perduta d’Egitto. Per decifrare i geroglifici occorsero ancora molti anni e la genialità di Champollion, il quale si servì di un obelisco appartenuto a Cleopatra, rimosso nel 1818 – durante una spedizione inglese – da un avventuriero massone di nome Giovanni Battista Belzoni.

Filmato tratto da Youtube, dal canale di The Mysteries of the Origins, studioso che interpreta senza pregiudizi, fatti non chiari accaduti nell’antichità.

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