Copertina di Le Vite Parallele Volume 1 Retro copertina di Le Vite Parallele Volume 1

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Le Vite Parallele Volume 1

di Plutarco
Traduzione e cura di Aldo Diomedes

ISBN: 979-8266539396 Formato: Copertina flessibile 15.24 x 22.86 cm Pagine: 310

Descrizione

Cosa rende grande un leader? Esiste una formula per la virtù? E come possono le vite di eroi vissuti duemila anni fa insegnarci qualcosa sul nostro presente?

Da secoli, chi cerca risposte a queste domande si rivolge a un'opera monumentale e senza tempo: le Vite Parallele di Plutarco. Più che semplici biografie, sono ritratti psicologici, lezioni di strategia e profonde riflessioni morali che hanno formato la mente di imperatori, filosofi e rivoluzionari.
Tuttavia, la prosa degli antichi può spesso apparire distante e complessa. Questa edizione nasce per abbattere quella barriera, offrendo il capolavoro di Plutarco in una veste completamente rinnovata.
Perché scegliere questa edizione?

UNA TRADUZIONE FINALMENTE ACCESSIBILE: Dimentica la lingua arcaica e le costruzioni complesse. Questo volume presenta una traduzione in italiano moderno, chiaro e scorrevole, pensata per restituire il piacere della lettura e la forza della narrazione originale a un pubblico contemporaneo.

NOTE INTEGRATE PER CAPIRE TUTTO: Non dovrai più saltare da una pagina all'altra per consultare le note. Personaggi, luoghi e concetti storici sono spiegati con brevi chiarimenti direttamente nel testo, permettendoti di comprendere ogni riferimento senza mai interrompere il flusso della lettura.

UN VIAGGIO TRA EROI E FONDATORI: Questo primo volume ti condurrà alla scoperta di figure leggendarie che hanno plasmato la civiltà occidentale:
Teseo e Romolo: i mitici fondatori di Atene e Roma.
Licurgo e Numa: i legislatori che diedero un'anima a Sparta e alla Città Eterna.
Solone e Publicola: i riformatori che salvarono le loro repubbliche dal caos.
E molti altri...

Che tu sia un appassionato di storia, uno studente o semplicemente un lettore curioso di esplorare le radici del nostro mondo, questa è l'edizione perfetta per scoprire (o riscoprire) perché Plutarco è ancora oggi un maestro di vita insuperato.
Immergiti nelle storie che hanno ispirato i giganti della storia. Aggiungi questo volume alla tua biblioteca e inizia il tuo viaggio nel cuore del mondo antico.
📖 Leggi alcune pagine (Anteprima)
VITA DI LICURGO

CAPITOLO I
Del legislatore Licurgo non si può affermare nulla con assoluta certezza. Gli storici, infatti, forniscono versioni diverse sulla sua famiglia, i suoi viaggi, la sua morte, le sue leggi e la forma di governo che istituì. Non sono concordi neppure sull'epoca in cui visse.
Alcuni sostengono che operò ai tempi di Ifito e che contribuì a istituire la tregua sacra durante i Giochi Olimpici. Tra questi c'è il filosofo Aristotele, che porta come prova un disco su cui è ancora inciso il nome di Licurgo. Altri, come Eratostene e Apollodoro, basandosi sulla successione dei re di Sparta, lo collocano molti anni prima della prima Olimpiade [776 a.C.].
Timeo [storico greco] ipotizzò che a Sparta fossero esistiti due uomini di nome Licurgo in epoche diverse, e che le imprese di entrambi fossero state attribuite al più famoso. Secondo lui, il più antico visse non lontano dai tempi di Omero, e alcuni credono addirittura che lo abbia incontrato. Senofonte lo colloca ai tempi degli Eraclidi [i discendenti di Ercole]. Tuttavia, poiché anche gli ultimi re di Sparta appartenevano alla stirpe degli Eraclidi, è probabile che Senofonte non si riferisse genericamente ai discendenti di Ercole, ma ai primi, quelli più vicini a lui nel tempo.
Nonostante la storia sia così incerta, cercherò di raccogliere le notizie su di lui che presentano meno contraddizioni e sono supportate dalle testimonianze più autorevoli.

CAPITOLO II
Il poeta Simonide scrive che Licurgo non era figlio di Eunomo, ma di Pritanide. La maggior parte degli storici, tuttavia, non segue questa genealogia, ma ricostruisce la discendenza in questo modo: da Patrocle, discendente di Aristodemo, nacque Soo; da Soo, Eurizione; da Eurizione, Pritanide; da Pritanide, Eunomo; e da Eunomo nacquero Polidette, dalla prima moglie, e Licurgo, dalla seconda, Dianassa. Come scrisse Eutichide, Licurgo era il sesto discendente da Patrocle e l'undicesimo da Ercole.
Tra i suoi antenati, il più famoso fu Soo, sotto il cui regno gli Spartani sottomisero e resero schiavi gli Iloti, conquistando un vasto territorio sottratto agli Arcadi. Si racconta che Soo, assediato dai Clitorii in un luogo aspro e senz'acqua, promise di restituire loro le terre conquistate se lui e tutti i suoi uomini avessero potuto bere a una fonte vicina. Stipulato il patto con un giuramento, radunò i suoi uomini e dichiarò che avrebbe donato il regno a chi si fosse astenuto dal bere. Ma nessuno riuscì a trattenersi; tutti bevvero, tranne lui. Egli si limitò a bagnarsi il viso alla vista dei nemici e si ritirò senza restituire le terre, sostenendo che non tutti avevano bevuto.
Sebbene Soo fosse ammirato per queste imprese, la sua famiglia non prese il nome da lui, ma da suo figlio. Furono infatti chiamati Eurizionidi, perché Eurizione fu il primo a mitigare il potere troppo assoluto dei re, mostrando benevolenza e favore verso il popolo. Questo allentamento del potere, però, rese il popolo più ribelle, tanto che in seguito alcuni re, che cercavano di mantenere la loro autorità con la forza, furono odiati a morte. Altri, per guadagnarsi il favore della folla o per debolezza, cedettero, introducendo a Sparta una lunga fase di illegalità e disordine. Fu in questo clima che il padre di Licurgo, re di Sparta, fu ucciso: un giorno, mentre cercava di sedare una rissa, fu ferito a morte da un coltello da macellaio, lasciando il regno al figlio primogenito, Polidette.

CAPITOLO III
Quando, poco tempo dopo, anche Polidette morì, tutti ritennero che la corona dovesse passare a Licurgo, e così fu, finché non seppe che la moglie di suo fratello era incinta. Appena ne fu certo, dichiarò che il regno spettava al figlio che sarebbe nato, se fosse stato maschio, e da quel momento governò come reggente. I Lacedemoni chiamano Prodicos i tutori del re minorenne.
Un giorno, la cognata gli mandò a dire in segreto che avrebbe interrotto la gravidanza se lui avesse promesso di sposarla e di regnare con lei. Licurgo, pur disprezzando la malvagità della donna, non rifiutò l'offerta. Fingendo di accettare e lodandola, le rispose che non era il caso di abortire con dei farmaci, che avrebbero potuto danneggiarla e metterla in pericolo di vita, ma che avrebbe trovato lui stesso il modo di liberarsi del bambino una volta nato.
Così, trattenne la donna fino al momento del parto. Appena seppe che aveva le doglie, inviò delle guardie ad assisterla, con l'ordine di consegnare il neonato alle donne se fosse stata una femmina, e di portarlo a lui, qualsiasi cosa stesse facendo, se fosse stato un maschio. La donna partorì verso l'ora di cena. Mentre Licurgo era a tavola con i magistrati, i servi si presentarono con il bambino in braccio. Licurgo lo prese e, come si racconta, disse ai presenti: «O Spartani, vi è nato un re!». Poi, scese dal seggio regale e, portandolo in braccio, lo depose al suo posto. Gli diede nome Carilao, che significa "gioia del popolo", perché vide tutti rallegrarsi per la sua magnanimità e giustizia.
Regnò, dunque, per non più di otto mesi. Tuttavia, era così stimato dai cittadini che gli obbedivano e seguivano i suoi comandi più per la venerazione che nutrivano per la sua virtù che per la sua autorità di reggente. Non mancarono, però, coloro che per invidia cercarono di ostacolare la sua ascesa, in particolare i parenti della madre del nuovo re, che si sentiva offesa da lui. Suo fratello, Leonida, un giorno lo insultò pesantemente, dicendogli alla fine: «So bene che un giorno sarai nostro re». Con queste parole, cercava di gettare su di lui il sospetto di aspirare al trono e di accusarlo in anticipo della morte del re, se mai fosse accaduta.
Anche la madre del re diffondeva simili calunnie. Licurgo, offeso e preoccupato per l'incertezza del futuro, decise di allontanarsi per liberarsi da ogni sospetto, e di viaggiare finché suo nipote non avesse avuto un figlio che potesse succedergli al trono.
€ 20,99

Il prezzo indicato si riferisce alla versione in brossura (copertina morbida).
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