(Passa il mouse o tocca per vedere il retro)
Nuova Cronica Tomo Primo – Libri da I a VIII
di Giovanni Villani
Traduzione e cura di Aldo Diomedes
ISBN: 979-8288505409
Formato: Copertina flessibile 15.24 x 22.86 cm
Pagine: 356
Descrizione
Per la prima volta in un’edizione accessibile, chiara e scorrevole, il grande capolavoro storiografico del Medioevo italiano viene proposto in Italiano Moderno, offrendo al lettore contemporaneo l’opportunità di entrare nel cuore pulsante della Firenze medievale, tra mito, storia e battaglie epocali.
Il Tomo Primo della Nuova Cronica di Giovanni Villani — cronista fiorentino del Trecento — è un viaggio grandioso che inizia dalla Creazione del mondo e attraversa millenni di storia, passando per la guerra di Troia, la fondazione di Roma, l’Impero, le invasioni barbariche, fino ad arrivare al cuore del racconto: la nascita di Firenze, le sue guerre civili, e le grandi lotte tra Guelfi e Ghibellini.
Villani ci conduce nei meandri di un’epoca drammatica e affascinante:
La sanguinosa battaglia di Montaperti (1260) tra Fiorentini e Senesi
La caduta di Manfredi di Svevia a Benevento (1266)
La feroce rivalità con Pisa, Arezzo, Siena
L’ascesa del partito guelfo a Firenze nel 1264, che segnerà una svolta storica
Un’opera fondamentale per chi ama la storia, la letteratura medievale, e soprattutto Firenze. Questa edizione rende finalmente giustizia a un testo straordinario, liberandolo dalle difficoltà linguistiche dell’italiano antico e restituendolo al grande pubblico in tutta la sua potenza narrativa e civile.
Ideale per studenti, appassionati di storia, lettori di Dante, insegnanti, viaggiatori e chiunque voglia comprendere davvero le radici dell’identità italiana ed europea.
Una cronaca medievale che si legge come un romanzo epico.
Una traduzione che riaccende la voce di un grande testimone del passato.
Il Tomo Primo della Nuova Cronica di Giovanni Villani — cronista fiorentino del Trecento — è un viaggio grandioso che inizia dalla Creazione del mondo e attraversa millenni di storia, passando per la guerra di Troia, la fondazione di Roma, l’Impero, le invasioni barbariche, fino ad arrivare al cuore del racconto: la nascita di Firenze, le sue guerre civili, e le grandi lotte tra Guelfi e Ghibellini.
Villani ci conduce nei meandri di un’epoca drammatica e affascinante:
La sanguinosa battaglia di Montaperti (1260) tra Fiorentini e Senesi
La caduta di Manfredi di Svevia a Benevento (1266)
La feroce rivalità con Pisa, Arezzo, Siena
L’ascesa del partito guelfo a Firenze nel 1264, che segnerà una svolta storica
Un’opera fondamentale per chi ama la storia, la letteratura medievale, e soprattutto Firenze. Questa edizione rende finalmente giustizia a un testo straordinario, liberandolo dalle difficoltà linguistiche dell’italiano antico e restituendolo al grande pubblico in tutta la sua potenza narrativa e civile.
Ideale per studenti, appassionati di storia, lettori di Dante, insegnanti, viaggiatori e chiunque voglia comprendere davvero le radici dell’identità italiana ed europea.
Una cronaca medievale che si legge come un romanzo epico.
Una traduzione che riaccende la voce di un grande testimone del passato.
📖 Leggi alcune pagine (Anteprima)
Capitolo XXXV
Ottone IV viene incoronato imperatore e diventa nemico della Chiesa
Ottone IV di Sassonia fu eletto re dei Romani dopo la morte di Filippo di Svevia, come già raccontato. Fu confermato re nel 1203 per volontà e impegno di papa Innocenzo III, ma non andò subito a Roma per essere incoronato, a causa delle guerre in Germania. L’Italia rimase senza imperatore per dodici anni. Dopo aver concluso i conflitti, Ottone scese in Italia e fu incoronato imperatore da papa Innocenzo nel 1210. Tuttavia, subito dopo la coronazione, divenne nemico della Chiesa e iniziò la guerra contro i Romani. Contro la volontà del papa, passò in Puglia e conquistò gran parte del Regno [di Sicilia], che la Chiesa considerava sotto la sua tutela in quanto protettrice del giovane Federico, figlio dell’imperatore Enrico VI di Svevia e dell’imperatrice Costanza.
Per questo, il papa scomunicò Ottone e lo destituì durante un grande concilio a Roma. Mandò poi a chiamare Federico in Germania e, con l’aiuto della Chiesa, riconquistò il Regno e la Sicilia. Ottone tornò in Germania e, per vendicarsi della Chiesa, si alleò con il conte Ferrante delle Fiandre, il signore di Bari, quello di Bologna e altri baroni francesi ribelli al re Filippo il Bello di Francia. Filippo li affrontò in battaglia a Bouvines [in Fiandra], dove morirono molti francesi e tedeschi. Alla fine, il re di Francia, con l’aiuto di 500 cavalieri esperti, ottenne la vittoria. Il conte Ferrante fu catturato e gli furono tolti i territori di Artois e Vermandois. Ottone fuggì con pochi uomini, subendo una pesante sconfitta. Era l’anno 1214.
Nello stesso giorno, il giovane Luigi, figlio di re Filippo, sconfisse il re d’Inghilterra Enrico e i suoi alleati a Paico. Quel giorno stesso, anche il conte di Barcellona e di Valencia, antenato dei re d’Aragona, che assediava la città di Carcassonne [in Linguadoca], fu sconfitto da Simon de Montfort, che uscì dalla città e lo prese prigioniero. I Francesi gli tagliarono la testa. Con queste tre grandi vittorie, il re di Francia accrebbe enormemente il suo potere, conquistando Paico, La Rochelle e altre città.
Capitolo XXXVI
Federico II di Svevia viene eletto imperatore mentre Ottone è ancora in vita, su richiesta della Chiesa
Poiché Ottone si era fatto nemico della Chiesa ed era stato deposto con un concilio generale dell’Impero, la Chiesa, d’accordo con gli elettori tedeschi, fece eleggere re dei Romani il giovane Federico, re di Sicilia, che in quel momento si trovava in Germania. Federico riportò una grande vittoria contro Ottone. Quest’ultimo, poi, pentitosi, partì in crociata verso Damietta [città egiziana nel delta del Nilo], dove morì, lasciando definitivamente l’Impero a Federico.
Successivamente, durante il pontificato di papa Onorio III (successore di Innocenzo III), Federico venne a Venezia, poi per mare raggiunse il Regno di Puglia [cioè il Regno di Sicilia] e infine arrivò a Roma. Lì fu accolto con grandi onori da papa Onorio e dai Romani, e fu incoronato imperatore, come vedremo più avanti nel suo trattato. Ora sospendiamo per un momento il racconto dell’imperatore e torniamo ai fatti di Firenze fino alla sua incoronazione.
Capitolo XXXVII
Morte del conte Guido Vecchio e origine della sua discendenza
Nel 1213 morì il conte Guido Vecchio. Ebbe cinque figli, ma uno di loro morì lasciando la sua parte di eredità a coloro che divennero signori di Poppi [borgo toscano nel Casentino], poiché non aveva discendenti. Dai quattro figli rimasti discesero tutti i conti Guidi.
Si dice che la famiglia del conte Guido fosse in origine una nobile casata tedesca [cioè d’Alamagna], che giunse in Italia al seguito dell’imperatore Ottone I, il quale assegnò loro la contea di Modigliana in Romagna. Da lì si stabilirono e, per via del loro potere, diventarono signori di quasi tutta la Romagna, con sede principale a Ravenna. Tuttavia, a causa degli abusi che commettevano, in particolare nei confronti delle donne cittadine, e per altre tirannie, furono cacciati in un’insurrezione popolare e sterminati tutti in un solo giorno a Ravenna. Si salvò soltanto un bambino chiamato Guido, che si trovava a Modigliana sotto la tutela di balie. Fu soprannominato Guido Besangue [“guastafamiglia”, per la sventura della sua casata], come già raccontato nella storia di Ottone imperatore. Questo Guido fu padre del conte Guido Vecchio, dal quale discesero poi tutti i conti Guidi.
Il conte Guido Vecchio sposò la figlia di messer Bellincione Berti de’ Ravignani, uno dei più autorevoli e stimati cavalieri fiorentini. Le loro case passarono poi in eredità ai conti Guidi e si trovavano presso porta San Piero [porta San Pier Maggiore] sopra l’antica porta della città. La donna si chiamava Gualdrada, e fu scelta in moglie per la sua bellezza e per i suoi modi raffinati. Il conte la vide per la prima volta nella chiesa di Santa Reparata [l’antica cattedrale di Firenze], assieme ad altre dame e fanciulle della città, quando l’imperatore Ottone IV visitò Firenze.
L’imperatore, colpito dalla bellezza di Gualdrada, chiese al padre se avesse l’autorità di farle dare un bacio. Il padre rispose di sì, ma la giovane replicò che mai avrebbe permesso a un uomo di baciarla se non fosse stato suo marito. L’imperatore la lodò molto per quelle parole. Allora, per amore e su consiglio dello stesso Ottone, il conte Guido la prese in moglie, senza badare alla sua condizione sociale inferiore né alla mancanza di dote. Tutti i conti Guidi discendono da questa unione, da cui nacquero quattro figli, come detto sopra.
Il primogenito si chiamava Guiglielmo, da cui nacquero il conte Guido Novello e il conte Simone. Entrambi erano Ghibellini, ma Guido Novello, per le prevaricazioni che fece al fratello Simone sull’eredità, passò ai Guelfi e si alleò con Firenze. Dal conte Simone discese il conte Guido da Battifolle. Il secondo figlio si chiamava Ruggieri, da cui nacquero il conte Guido Guerra e il conte Salvatico, entrambi schierati con i Guelfi. Il terzo si chiamava Guido da Romena, da cui discesero i conti di Romena, alcuni dei quali furono Guelfi e altri Ghibellini. Il quarto figlio fu il conte Tegrimo, capostipite dei conti di Porciano, sempre rimasti Ghibellini.
L’imperatore Ottone concesse al conte Guido la signoria del Casentino [valle toscana tra l’Arno e l’Appennino]. Abbiamo parlato a lungo di questo conte, anche se altrove avevamo già trattato l’origine della sua famiglia, perché fu un uomo di grande valore e perché i suoi discendenti ebbero poi un ruolo importante nelle vicende di Firenze, come vedremo nei prossimi capitoli.
Ottone IV viene incoronato imperatore e diventa nemico della Chiesa
Ottone IV di Sassonia fu eletto re dei Romani dopo la morte di Filippo di Svevia, come già raccontato. Fu confermato re nel 1203 per volontà e impegno di papa Innocenzo III, ma non andò subito a Roma per essere incoronato, a causa delle guerre in Germania. L’Italia rimase senza imperatore per dodici anni. Dopo aver concluso i conflitti, Ottone scese in Italia e fu incoronato imperatore da papa Innocenzo nel 1210. Tuttavia, subito dopo la coronazione, divenne nemico della Chiesa e iniziò la guerra contro i Romani. Contro la volontà del papa, passò in Puglia e conquistò gran parte del Regno [di Sicilia], che la Chiesa considerava sotto la sua tutela in quanto protettrice del giovane Federico, figlio dell’imperatore Enrico VI di Svevia e dell’imperatrice Costanza.
Per questo, il papa scomunicò Ottone e lo destituì durante un grande concilio a Roma. Mandò poi a chiamare Federico in Germania e, con l’aiuto della Chiesa, riconquistò il Regno e la Sicilia. Ottone tornò in Germania e, per vendicarsi della Chiesa, si alleò con il conte Ferrante delle Fiandre, il signore di Bari, quello di Bologna e altri baroni francesi ribelli al re Filippo il Bello di Francia. Filippo li affrontò in battaglia a Bouvines [in Fiandra], dove morirono molti francesi e tedeschi. Alla fine, il re di Francia, con l’aiuto di 500 cavalieri esperti, ottenne la vittoria. Il conte Ferrante fu catturato e gli furono tolti i territori di Artois e Vermandois. Ottone fuggì con pochi uomini, subendo una pesante sconfitta. Era l’anno 1214.
Nello stesso giorno, il giovane Luigi, figlio di re Filippo, sconfisse il re d’Inghilterra Enrico e i suoi alleati a Paico. Quel giorno stesso, anche il conte di Barcellona e di Valencia, antenato dei re d’Aragona, che assediava la città di Carcassonne [in Linguadoca], fu sconfitto da Simon de Montfort, che uscì dalla città e lo prese prigioniero. I Francesi gli tagliarono la testa. Con queste tre grandi vittorie, il re di Francia accrebbe enormemente il suo potere, conquistando Paico, La Rochelle e altre città.
Capitolo XXXVI
Federico II di Svevia viene eletto imperatore mentre Ottone è ancora in vita, su richiesta della Chiesa
Poiché Ottone si era fatto nemico della Chiesa ed era stato deposto con un concilio generale dell’Impero, la Chiesa, d’accordo con gli elettori tedeschi, fece eleggere re dei Romani il giovane Federico, re di Sicilia, che in quel momento si trovava in Germania. Federico riportò una grande vittoria contro Ottone. Quest’ultimo, poi, pentitosi, partì in crociata verso Damietta [città egiziana nel delta del Nilo], dove morì, lasciando definitivamente l’Impero a Federico.
Successivamente, durante il pontificato di papa Onorio III (successore di Innocenzo III), Federico venne a Venezia, poi per mare raggiunse il Regno di Puglia [cioè il Regno di Sicilia] e infine arrivò a Roma. Lì fu accolto con grandi onori da papa Onorio e dai Romani, e fu incoronato imperatore, come vedremo più avanti nel suo trattato. Ora sospendiamo per un momento il racconto dell’imperatore e torniamo ai fatti di Firenze fino alla sua incoronazione.
Capitolo XXXVII
Morte del conte Guido Vecchio e origine della sua discendenza
Nel 1213 morì il conte Guido Vecchio. Ebbe cinque figli, ma uno di loro morì lasciando la sua parte di eredità a coloro che divennero signori di Poppi [borgo toscano nel Casentino], poiché non aveva discendenti. Dai quattro figli rimasti discesero tutti i conti Guidi.
Si dice che la famiglia del conte Guido fosse in origine una nobile casata tedesca [cioè d’Alamagna], che giunse in Italia al seguito dell’imperatore Ottone I, il quale assegnò loro la contea di Modigliana in Romagna. Da lì si stabilirono e, per via del loro potere, diventarono signori di quasi tutta la Romagna, con sede principale a Ravenna. Tuttavia, a causa degli abusi che commettevano, in particolare nei confronti delle donne cittadine, e per altre tirannie, furono cacciati in un’insurrezione popolare e sterminati tutti in un solo giorno a Ravenna. Si salvò soltanto un bambino chiamato Guido, che si trovava a Modigliana sotto la tutela di balie. Fu soprannominato Guido Besangue [“guastafamiglia”, per la sventura della sua casata], come già raccontato nella storia di Ottone imperatore. Questo Guido fu padre del conte Guido Vecchio, dal quale discesero poi tutti i conti Guidi.
Il conte Guido Vecchio sposò la figlia di messer Bellincione Berti de’ Ravignani, uno dei più autorevoli e stimati cavalieri fiorentini. Le loro case passarono poi in eredità ai conti Guidi e si trovavano presso porta San Piero [porta San Pier Maggiore] sopra l’antica porta della città. La donna si chiamava Gualdrada, e fu scelta in moglie per la sua bellezza e per i suoi modi raffinati. Il conte la vide per la prima volta nella chiesa di Santa Reparata [l’antica cattedrale di Firenze], assieme ad altre dame e fanciulle della città, quando l’imperatore Ottone IV visitò Firenze.
L’imperatore, colpito dalla bellezza di Gualdrada, chiese al padre se avesse l’autorità di farle dare un bacio. Il padre rispose di sì, ma la giovane replicò che mai avrebbe permesso a un uomo di baciarla se non fosse stato suo marito. L’imperatore la lodò molto per quelle parole. Allora, per amore e su consiglio dello stesso Ottone, il conte Guido la prese in moglie, senza badare alla sua condizione sociale inferiore né alla mancanza di dote. Tutti i conti Guidi discendono da questa unione, da cui nacquero quattro figli, come detto sopra.
Il primogenito si chiamava Guiglielmo, da cui nacquero il conte Guido Novello e il conte Simone. Entrambi erano Ghibellini, ma Guido Novello, per le prevaricazioni che fece al fratello Simone sull’eredità, passò ai Guelfi e si alleò con Firenze. Dal conte Simone discese il conte Guido da Battifolle. Il secondo figlio si chiamava Ruggieri, da cui nacquero il conte Guido Guerra e il conte Salvatico, entrambi schierati con i Guelfi. Il terzo si chiamava Guido da Romena, da cui discesero i conti di Romena, alcuni dei quali furono Guelfi e altri Ghibellini. Il quarto figlio fu il conte Tegrimo, capostipite dei conti di Porciano, sempre rimasti Ghibellini.
L’imperatore Ottone concesse al conte Guido la signoria del Casentino [valle toscana tra l’Arno e l’Appennino]. Abbiamo parlato a lungo di questo conte, anche se altrove avevamo già trattato l’origine della sua famiglia, perché fu un uomo di grande valore e perché i suoi discendenti ebbero poi un ruolo importante nelle vicende di Firenze, come vedremo nei prossimi capitoli.
€ 22,99
Il prezzo indicato si riferisce alla versione in brossura (copertina morbida).
Sul sito Amazon troverete disponibili anche altri formati (es. copertina rigida, eBook) con le relative quotazioni.