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Storia dei Longobardi: L'Historia Langobardorum - nuova versione in italiano moderno

di Paolo Diacono
Traduzione e cura di Aldo Diomedes

ISBN: 979-8297824119 Formato: Copertina flessibile 15.24 x 22.86 cm Pagine: 178

Descrizione

La Historia Langobardorum di Paolo Diacono è la fonte più importante e affascinante che narra le vicende del popolo che ha dominato l'Italia per oltre due secoli. Scritta nel cuore dell'VIII secolo, è una cronaca avvincente fatta di re guerrieri, regine astute, invasioni, battaglie sanguinose e leggende immortali.

Tuttavia, le traduzioni storiche possono risultare ostiche per il lettore moderno. Per questo, lo storico e divulgatore Aldo Diomedes ha curato una nuova versione in italiano corrente, basata sulla classica traduzione ottocentesca del Prof. Q. Viviani. Il risultato è un testo fluido e scorrevole, che preserva intatto il sapore originale dell'opera, rendendola finalmente godibile per un vasto pubblico di appassionati e curiosi.

Dalla mitica partenza dalla Scandinavia all'epica conquista dell'Italia guidata da Re Alboino, fino agli intrighi di palazzo e alle guerre che hanno plasmato la penisola: riscopri un capitolo cruciale della nostra storia, narrato dalla penna di chi lo ha vissuto da vicino.

Arricchito da preziose appendici cronologiche, questo libro è uno strumento indispensabile per chiunque voglia comprendere le origini del Medioevo e il lascito dei Longobardi nel nostro Paese.
📖 Leggi alcune pagine (Anteprima)
Capitolo 18
I Longobardi saccheggiano il monastero di San Benedetto
In quel periodo, il monastero di San Benedetto, situato sul Montecassino, fu assalito dai Longobardi. Essi saccheggiarono ogni cosa, ma non riuscirono a catturare nemmeno uno dei monaci. Si adempì così la profezia fatta molto tempo prima dal venerabile padre Benedetto, che aveva detto: "A malapena ho potuto ottenere da Dio che in questo luogo mi fossero lasciate le anime."
I monaci, fuggiti da quel cenobio, si rifugiarono a Roma, portando con sé il codice della Santa Regola, composta dal loro fondatore, insieme ad altri scritti, a una libbra di pane, a una misura di vino [la cosiddetta hemina, una razione giornaliera] e a tutti gli oggetti che riuscirono a salvare.
Dopo il beato Benedetto, a governare la comunità erano stati Costantino, poi Simplicio, quindi Vitale e infine Bonito, sotto il cui abbaziato avvenne questo saccheggio.

Capitolo 19
La morte di Zottone e il ducato di Arichi
Alla morte di Zottone, duca dei Beneventani, gli successe Arichi, inviato da re Agilulfo. Arichi era originario del Friuli [in latino Forum Iulii] e aveva cresciuto i figli di Gisulfo, di cui era parente.
A questo Arichi, il beato papa Gregorio scrisse una lettera del seguente tenore.
Capitolo 20
Lettera del beato papa Gregorio ad Arichi
GREGORIO AL DUCA ARICHI
Poiché riponiamo grande speranza nella vostra gloria, come in un nostro sincero figlio, ci sentiamo incoraggiati a chiedervi con fiducia alcune cose, certi che non permetterete che rimaniamo delusi, soprattutto in una faccenda dalla quale la vostra anima potrà trarre non poco profitto.
Vi facciamo dunque sapere che abbiamo bisogno di alcune travi per le chiese dei beati Pietro e Paolo. Per questo abbiamo incaricato il nostro suddiacono Sabino di tagliarne un certo numero nella regione dei Bruzi [l'odierna Calabria] e di trasportarle fino al mare, in un luogo adatto. Poiché in questa impresa egli ha bisogno di aiuto, salutando la vostra gloria con paterna carità, vi chiediamo di ordinare ai vostri funzionari in quel luogo di mandare gli uomini sotto il loro comando, con i loro buoi, in aiuto del nostro inviato, affinché con la vostra collaborazione egli possa eseguire meglio ciò che gli abbiamo commissionato.
Noi, in cambio, vi promettiamo, qualora la cosa andrà a buon fine, di mandarvi un dono che non sarà indegno di voi. Sappiamo infatti essere grati e ricambiare quei nostri figli che ci dimostrano la loro buona volontà. Perciò, vi chiediamo di nuovo, o glorioso figlio, di fare in modo che possiamo esservi riconoscenti per il beneficio prestatoci e che voi riceviate la ricompensa per il bene fatto alle chiese dei santi.
Capitolo 21
La cattura della figlia di Agilulfo e l'invio di artigiani al Khagan
In quei giorni, la figlia di re Agilulfo fu fatta prigioniera dall'esercito del patrizio Callinico, insieme a suo marito, un uomo di Parma di nome Godescalco. Furono entrambi condotti a Ravenna. Nello stesso tempo, re Agilulfo inviò al Khagan, re degli Avari, alcuni artigiani per costruire le navi con cui lo stesso Khagan conquistò un'isola in Tracia.
Capitolo 22
La basilica di San Giovanni Battista edificata dalla regina Teodolinda a Monza
Nello stesso periodo, la regina Teodolinda consacrò la basilica di San Giovanni Battista, che aveva fatto costruire a Monza [in latino Modicia], una località a dodici miglia da Milano. La adornò con molti oggetti preziosi d'oro e d'argento e la dotò di numerose rendite. Anche Teodorico, che era stato re dei Goti, aveva edificato un palazzo in quel luogo, poiché la sua posizione, vicina alle Alpi, lo rendeva temperato e salubre durante l'estate.
Capitolo 23
Il palazzo edificato dalla regina Teodolinda
Sempre a Monza, la regina Teodolinda fece costruire per sé un palazzo, nel quale fece dipingere alcune scene delle gesta dei Longobardi. In questi dipinti si vede chiaramente come i Longobardi si acconciavano i capelli a quel tempo, come si vestivano e quale era il loro portamento.
Si radevano la parte posteriore della testa fino alla nuca, lasciando cadere i capelli, divisi a metà sulla fronte, ai lati del volto fino alla bocca. I loro vestiti erano ampi, per lo più di lino, simili a quelli degli Anglosassoni, e decorati con larghe strisce intarsiate di vari colori. Portavano calzature aperte quasi fino alla punta dell'alluce, allacciate con strisce di cuoio incrociate. In seguito, iniziarono a usare le uose [una specie di ghette o calzari alti], sopra le quali, quando andavano a cavallo, indossavano altri gambali di lana di colore rossiccio. Questa usanza, però, l'avevano presa dai Romani.
€ 16,99

Il prezzo indicato si riferisce alla versione in brossura (copertina morbida).
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